GeminiSaga |
|
| C'è stato un tempo per sognare ed uno per amare... | |
|
18 Aprile 2008
La mia vita Nero su bianco (Capitolo 23)Ecco, dire addio non mi è mai piaciuto. 29 Marzo 2008
La mia vita Nero su bianco Capitolo 22La fine di un percorso. 11 Marzo 2008
La mia vita Nero su bianco (Capitolo 21)Il rasoio, le scelte e gli errori. 03 Dicembre 2007
Pensieri senza PensieriUscendo dal cortile, in un freddo polare, nell'aria gelata, mentre il cielo rabbrividiva, l'ho incontrato. Strano come i lampioni mandavano una luce più fioca, proprio dov'era lui. L'autunno inoltrato nelle foglie scricchiolanti sembrava non accorgersi di lui: l'unico buco nel tappeto marrone e rosso. Una triste figura ammantata d'ombra, di quel drappo nero lacero e sozzo, violentato dal tempo. Sedeva e protese la mano tremolante, scarna, sporca, venata di blu, come un qualsiasi mendicante. Incuriosito da quella singolare scena, mi avvicinai frugandomi nelle tasche, alla ricerca di qualche spicciolo che il mio portafogli bucato avesse lasciato scivolare. Trovai una moneta da due euro, la riconobbi dalle dimensioni e dal peso. La feci cadere nella mano rachitica. Ringraziò con un cenno del capo e ritrasse quel simulacro grottesco di un arto umano. Attesi. Non disse una sola parola, ma il vento parlò per lui. Non so ancora spiegarmi il motivo, eppure non potei fare a meno di rivolgergli una domanda. Una domanda dalla semplicità disarmante. "Tu?" Lentamente un'automobile svoltò nel vialetto, frusciando e borbottando fumo. "Io." Una risposta dalla semplicità disarmante. ![]() Soltanto allora levò il capo a guardarmi, un'ombra di dubbio nei suoi occhi, un'ombra che si dissipò presto. Soltanto allora capii che non mi aveva riconosciuto. Impensabile. "Riprenditi la tua pietà, non ne ho bisogno." sputò le parole tremando, protese di nuovo la mano scheletrica le cui dita carezzavano una moneta da due euro. "Neanche io. Tienila ormai." Non ritrasse la mano. "Sei venuto a ridere di me, Giò?" le sue parole avevano un non so che di sgradevole, uscendo formavano ghirigori di vapore. Inquietanti. "Non ci trovo nulla da ridere, vecchio mio." "Sei sempre stato troppo benevolo col prossimo." "Gli errori si pagano." "Come puoi vedere." disse muovendo platealmente il braccio attorno a sè. Tutto il quadretto, io, la strada, le foglie, i lampioni, il mendicante aveva un sapore di irrequietezza a lungo covata. Io fremevo, irrequieto, per andarmene di lì. La strada fremeva, irrequieta, per l'arrivo dell'inverno. Le foglie fremevano, irrequiete, per paura del vento. I lampioni fremevano, irrequieti, per lo svavillare delle lampadine. Il mendicante fremeva, irrequieto, per la rabbia. Ma nessuno poteva muoversi, congeleti da quel freddo di fine autunno. Pietrificati dal senso di angoscia che era calato improvvisamente su quell'angolo di città addormentata. "E come vanno le cose lì da te, vecchio mio? Ho saputo che il castello va in malora..." "Non peggiorare la tua situazione" risposi astioso "anche tu vai in malora." "Dimmi almeno come stai." "No. Credimi, è meglio anche per te." "Sei sempre stato troppo benevolo col prossimo." Era un accenno di ghigno quello che balenò per un istante, sotto la maschera umile e dimessa che era quel volto? Non saprei dirlo, ma mi parve - e dico mi parve - di intravedere un fugace luccichìo degli occhi stanchi. "Un vizio, più che una virtù." "Forse." rispose crollando il capo. "Forse." ripetei annuendo. In qualche modo mi era passata tutta la voglia di camminare, sentivo il bisogno di tornare a casa, nel calore di una nuvola di capelli spettinati. "Fa freddo." disse guardando la strada. Era un tentativo disperato, una non tanto celata richiesta? "Non farà freddo per sempre." ebbi la costanza di rispondere, prima di girare sui tacchi. "Buonanotte Giò." "Addio." Sulla strada di casa, non fui capace di scacciare uno sgradevole senso di colpa. Soltanto sull'uscio, guardando le luci intermittenti del piccolo alberello di natale, riuscii a sentirmi meglio. Quel personaggio lacero e cadente, seduto sul ciglio a mendicare la compassione dei passanti, ombra sbiadita di se stesso, patetica pantomima, un tempo era persino parte di me. Conforto e tormento, insidioso alleato, temibile confidente. Ma così ridotto non l'avevo mai visto. Ma così ridotto mi fece poco meno che pena. Sono sempre stato troppo benevolo col prossimo. Lui lo sapeva, perché per tanto tempo ha saputo tutto. Ma così ridotto non sarebbe durato a lungo. Ma così ridotto mi fece poco meno che ribrezzo. Sono sempre stato troppo benevolo col prossimo. Persino con te, Nero. Basta benevolenza gratuita. 29 Novembre 2007
Pensieri senza Pensieri Through these fields of destruction
Baptisms of fire I've witnessed your suffering As the battles raged higher And though they hurt me so bad In the fear and alarm You did not desert me My brothers in arms Ma voi non mi avete abbandonato, miei compagni d'arme. 22 Novembre 2007
Pensieri senza PensieriGrigio. Ma come può essere così grigio, qui attorno? "Chist' è o'paese d'o sole" ! Per l'intera linea d'orizzonte scorgo un muro grigio. Il cielo è un deserto grigio solcato da nuvole grigie. Anche l'aria è così grigia: respirandola mi pare di diventare grigio. ![]() L'apoteosi della specularità, l'ho incontrata oggi sorseggiando un caffè dal sapore grigio. Vi siete mai sentiti in sintonia con tutto il resto? Io spesso, ma non era ancora capitato quanto tutto il resto è grigio. Una sonnolenza scomposta, sorniona divoratrice di buoni propositi. Dovrei fare qualcosa, riattivare la circolazione cerebrale. Fa freddo: è un freddo particolarmente grigio. Da piccolo la maestra mi rimproverò davanti a tutti perché, disegnando, avevo colorato la neve di grigio. La neve è azzurra! Ma il freddo di oggi è grigio, signora maestra. Vorrei porterVelo mostrare, grigio com'è. Avevo un Grigio un tempo, che si sarebbe enormemente compiaciuto di questa situazione. Purtroppo è partito con il seguito del Nero, dunque posso solo immaginare cosa avrebbe detto, mentre gli occhi - d'argento e ferro - gli si riempivano di sogni malinconici. Avrebbe detto: "Camminiamo semplicemente verso una distesa di polvere". Occhi d'argento e ferro, malinconici e viscosi: non caldi, non freddi, solo grigi. Ma oggi fa freddo, e il sole spande un riflesso debole sul golfo. Il bagliore è accecante. Come può il grigio accecare? Tante tonalità un solo colore. Tanti sentimenti per un solo animo. Anche io sono grigio. Ma non Grigio. Passioni e pulsioni sfumano nell'indolenza. Preoccupazioni e dubbi si smussano nell'aponia. Sono un plasma di morbido nulla, un mare mosso senza creste. Dentro di me cova caldo malessere, che mi riscalda e non mi muovo più da qui. Perchè fa freddo, e il freddo è grigio. E il grigio fuori è il grigio dentro. Un raggio di luce colorata: mi infastidisce. 12 Novembre 2007
La mia vita Nero su Bianco (Capitolo 20)Tutto da rifare.
Mi sento come chi perde l'ultimo treno per la Realtà. Ad un soffio dall'ultimo salto il controllore ti chiude in faccia la porta e fischia. Io resto a guardare quel convoglio sferragliante, maledicendomi, giurando vendetta e sbraitando imprecazioni. Il tempo di sputare in aria e prima ancora che mi sia ricaduto lo sputo in faccia quel treno è già svanito all'interno della galleria. Ho tra le dita un biglietto che non serve più a nulla, lo lascio cadere e intanto penso a quanto stupido dovrei sentirmi. Passerà un altro treno per la Realtà, di certo non lo mancherò. Sono abbastanza stanco da dimenticare tutto per un po', sdraiarmi e sorridere alle nuvole: il vento farà piazza pulita e ne porterà ancora, diverse, multiformi, bianche di perla e grigie di fumo, rosse al tramonto, viola alla sera nel riverbero delle luci della mia città. Aprirò gli occhi che farà freddo e sentirò scorrere la voglia di fare. Il Nero aveva un'abilità sorprendente nel prevedere queste cose, ma io non l'ho mai ascoltato davvero, nè lo farei se fosse qui: niente di nuovo sotto il sole, per pallido e gelido che sia. Andrò al cimitero, laddove una lastra di marmo custodisce le spoglie di mio nonno. Andrò lì tra i morti e coloro che li piangono. Per quando mi riguarda ho già pianto e ogni tanto quel pianto continua, ma è il ricordo ciò di cui ho bisogno. Tra l'odore acre di cera, crisantemi e terra umida, si cela il ricordo di quelle parole, quei gesti e quel carattere fiero e orgoglioso di cui io sono erede in tutto e per tutto. Andrò e renderò conto, di ciò che ho realizzato e ciò che resta incompiuto, e sebbene nessuna parola arriverà mai in risposta, nè un cenno, nè un alito di vento, confiderò tutto ad una pietra fredda. Di me, non c'è solo da esser fieri. "Cosa vuoi che sia? Passa tutto quanto solo un po' di tempo e ci ridera su. Cosa vuoi che sia? Ci sei solo dentro pagati il tuo conto e pensaci tu." 24 Ottobre 2007
La mia vita Nero su Bianco (Capitolo 19)Sono giunto al punto in cui il tutto per tutto non è più sufficiente.
Devo mettere alla prova la mia capacità di raggiungere lo scopo, ed è una prova disumana. Ero già disperato al punto di spendere ogni grammo di energia. Ero già disposto a cedere una parte del mio orgoglio. Ero già deciso a continuare contro ogni ragionevole calcolo delle probabilità. Ora ho sacrificato persino la cosa più importante. Questa strada, che da tempo percorro, infine mi porta al suo passaggio più impervio, al passo più stretto. Potevo tornare indietro di qualche passo e tagliar fuori questo ostacolo: potevo imboccare il sentiero agevole del pianoro sulla collina. Ma avrei perso troppo tempo, avrei raggiunto una tappa mediocre nella quale soggiornare. ![]() E allora andiamo. 15 Ottobre 2007
I Vademecum (I)Vademecum per Viaggiatori - Capitolo Venezia. (dieci buone regole per un sabato sera "diverso" dal solito) ![]() 1 - Convincere la propria compagna dell'effettiva possibilità di trascorrere un week-end a Venezia in barba ad ogni pronostico. 2 - Pianificare minuziosamente itinerario e visite con almeno un mese di anticipo. 3 - Comparare rigorosamente prezzi e tariffe, preventivare le spese in termini di danaro ed energie. 4 - Parlare del viaggio per giorni interi, a partire da un paio di settimane prima della partenza. Gasarsi oltremodo. 5 - Scoccata l'ora X, partire in direzione del primo CheckPoint, arrivando prima dell'Intercity. Attendere la propria compagna per 50 minuti. 6 - Rendez Vous. Montare sul treno Prato-Venezia Mestre. Leggere gli sms sui rispettivi cellulari, parole crociate, Dylan Dog. 7 - Portarsi a Venezia S.Lucia, imbarcarsi sull'autobus-vaporetto, giungere in prossimità del ponte di Rialto. Cena. Crollare sul letto. 8 - Svegliarsi di (quasi) buon ora, o relativamente buon ora. Recarsi ai Giardini della Biennale, visitare i Padiglioni TUTTI. Fare fotogragie, scambiarsi commenti, spendere uno sproposito per un panino e una bibita sporca. Gelato. Altri Padiglioni. 9 - Sulla via del ritorno, cercare un supermarket. Trovare una Coop compressa .ZIP o .JPEG con rapporto qualità minimo. Rincasare, provarci con la propria compagna testandone la stanchezza. Desistere. Cucinare. Mangiare, rilassarsi con "un po' di TV" prima della notte brava. 10 - Guardarla, sorridere, scuotere la testa. Toglierle la maglietta e il reggi...umh...puppe mi pare si dica, rimboccarle le coperte, bacetto sulla guancia. Accendersi una sigaretta, la prima di una lunga serie. Provare l'emozione indescrivibile della propria "Prima Volta" con la De Filippi. Rimboccarle di nuovo le coperte che s'è rigirata. Rispondere "mmmmh" al suo "mmmmmmmmmh?". Guardarla dormire finchè il sonno non giunge salvifico. P.S. I Russi sono geniali e gli Austriaci fetish. La Corea ha avuto un impatto traumatico con i cartoon made in U.S. In Francia esistono 107 e più modi di reinterpretare una lettera/mail. P.P.S. Mi fai stare bene ;) 11 Ottobre 2007
Regina di Cuori!"Mai scommettere con Giò, mai"
(antico brocardo della Terra di Lavoro) ![]() Regina di cuori tra mille colori sei tu la più bella e della notte la mia stella | Amori e Passioni1. Dialogare, ampliare i miei orizzonti con il confronto e quando serve lo scontro
2. Leggere qualunque cosa valga il mio tempo 3. Nuotare fino a sentirmi completamente sciolto nel mio elemento 4. Conoscere il mondo che mi circonda fino ai più reconditi recessi 5. La compagnia! Odio...o almeno ci provo1. L'incoerenza, la mia e quella degli altri
2. Chi si attesta sulle proprie convinzioni rifiutando il confronto 3. La critica asettica e fine a se stessa 4. Le ideologie senza contatto con la realtà 5. In chiacchiere...@Cogito ergo sum, sive existo. Negare il mio diritto di pensare equivale ad annullarmi come Essere. Negare il mio diritto ad Esprimere il mio pensiero equivale a privarmi del diritto di Autodeterminarmi
@Est modus in rebus, quantumque dico: est ratio in plurimis @Se hai un nemico, cerca di abbatterlo quando affondi il tuo colpo. Altrimenti si rialzerà pronto a colpire a sua volta Ospiti che mi hanno onorato della loro presenza... |